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IL FOTOGRAFO DI AUSCHWITZ

Luca Crippa
Maurizio Onnis

  • Original Title: IL FOTOGRAFO DI AUSCHWITZ
  • Publication date: October 2013
  • Publisher: EDIZIONI PIEMME
  • Country: IT
  • 280 print pages
  • Biopics

Information

  • Epoch: Historical
  • Time Period: 20th century, World War II
  • Location setting: Poland
  • Themes: PEOPLE facing life, Resilience, PEOPLE facing the extraordinary, Survival, SOCIETY DYSFUNCTIONS, Power, War and other conflicts, SOCIAL CHRONICLES, Commitment

Pitch

Wilhelm Brasse, internato ad Auschwitz, viene selezionato per costituire uno studio fotografico con cui le SS possono documentare tutto il loro lavoro: ovvero i volti di chi poi avrebbero eliminato. 40-50.000 ritratti. In questo ruolo Brasse ha un trattamento che gli consente per sopravvivere per ben 4 anni, fino alla liberazione. Quindi il resoconto narrato nel libro copre buona parte dell'esistenza di campo di concentramento di Auschwitz.

Comments

Luca Crippa è uno scrittore italiano.
Maurizio Onnis è uno scrittore italiano.

Summary

Nel 1939, dopo l'invasione tedesca della Polonia, le SS propongono al giovane austro-polacco Wilhelm Brasse di giurare fedeltà a Hitler e di arruolarsi nella Wehrmacht. Il giovane rifiuta: si sente polacco e non vuole tradire la sua patria. Un anno dopo Wilhelm viene internato ad Auschwitz, con il numero di matricola 3444. I suoi compagni vengono inviati molto presto alla morte; lui invece si salva perché è un abile fotografo. Nei cinque anni successivi vive nel campo e documenta, suo malgrado, l'orrore. Fotografa migliaia di prigionieri, di esecuzioni, e i terrificanti esperimenti su cavie umane del dottor Josef Mengele. Oltre cinquantamila scatti, che rappresentano una imprescindibile documentazione di quell'abominio. A poco a poco, Brasse decide che lo scopo della sua vita non può essere solo quello di sopravvivere. Agirà. Farà di tutto perché attraverso di lui si conservi la memoria di Auschwitz. Nei mesi successivi, a rischio della vita e con molto ingegno, riesce a far pervenire alla resistenza una parte delle sue fotografie. Infine, al principio del 1945, quando il campo deve essere abbandonato, finge di obbedire all'ordine di distruggere stampe e negativi, riuscendo invece a trarli in salvo. Perché il mondo deve sapere. Sono le immagini di Auschwitz che noi tutti conosciamo. Ricostruita sulla base di resoconti e documenti, una eccezionale testimonianza per non dimenticare.

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